Quando Natalie è entrata a far parte di Istec tre anni fa, non si aspettava di ritrovarsi a plasmare i processi relativi alle risorse umane e alla qualità in un’azienda tecnica in rapida crescita. Con un background nel settore dell’ospitalità, era alla ricerca di un ruolo che le consentisse un maggiore equilibrio e una crescita personale. Quello che ha trovato in Istec è stato molto più di questo: un luogo in cui l’iniziativa è incoraggiata, il sostegno è sincero e la fiducia guida il progresso.
Assumere nuove responsabilità
Sebbene Natalie abbia iniziato con un ruolo amministrativo, è diventato subito chiaro che i suoi interessi andavano oltre. Esprimendo la sua curiosità, ha gradualmente assunto maggiori responsabilità.
«Col passare del tempo, mi sono resa conto che i miei interessi si orientavano sempre più verso processi organizzativi più ampi», ricorda. «È stato allora che mi è stato presentato il nostro sistema di gestione della qualità. All’inizio si trattava solo di procedure. Ma una volta che mi ci sono dedicata davvero, ho iniziato a capire come l’intera azienda si articola nel suo insieme».
La sua voglia di imparare e di prendere l’iniziativa le ha aperto nuove porte. «Ho visto margini di miglioramento nel modo in cui gestivamo le risorse umane internamente», spiega. «Istec ha accolto le mie idee e mi ha dato la libertà di plasmare e migliorare. A poco a poco, ho iniziato a costruire qualcosa di significativo, radicato nella fiducia e nella collaborazione».

Natalie Kuit, Coordinatrice Risorse Umane e Qualità
Una cultura fondata sulle persone e sul progresso
Ciò che colpisce di più Natalie è la cultura aziendale unica di Istec. «Lavoriamo sodo», afferma. «Ma le persone vengono sempre al primo posto. È qualcosa che non ho mai sperimentato altrove. Se succede qualcosa nella tua vita privata, quella ha la priorità. E proprio per questo, le persone sono disposte a fare quel passo in più».
Nel suo ruolo attuale, Natalie contribuisce attivamente a preservare e sviluppare tale cultura. Dal primo contatto con i nuovi candidati ai colloqui settimanali con i colleghi, il suo approccio è personale, trasparente e guidato dall’empatia.
«Voglio che le persone si sentano ascoltate», afferma. «Non solo durante il processo di assunzione, ma anche quando fanno parte del team. Ci ascoltiamo a vicenda, ci adattiamo e cresciamo insieme. È proprio quel legame a rendere reale la nostra cultura».
Spazio per crescere e continuare a crescere
Lo sviluppo personale è un tema ricorrente nella storia di Natalie. Negli ultimi tre anni ha seguito numerosi corsi di formazione, dai corsi di aggiornamento delle risorse umane a quelli sul controllo delle esportazioni e sui sistemi specifici.
«E non ho ancora finito di imparare», aggiunge. «È questo che amo del mio ruolo. C’è sempre qualcosa di nuovo da esplorare e siamo incoraggiati a prendere l’iniziativa e ad andare avanti».
Guardando al futuro, Natalie è entusiasta di crescere insieme all’azienda. «Non abbiamo ancora finito di evolverci», afferma. «Non vedo l’ora di approfondire la collaborazione e continuare a costruire una cultura in cui le persone si sentano rispettate, responsabilizzate e motivate a fare la differenza».
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